Il libro · 2021
La Didattica a Distanza è Morta…
Come creare progetti didattici educativi personalizzati attraverso una soluzione autonoma e sicura per una nuova "Didattica di Vicinanza"

Prefazione a cura di Paola Iacobini
Il mio primo libro è un po' la sintesi di tutto il mio know-how: punto di partenza e trampolino per lo sviluppo di Nuovi Percorsi Formativi Innovativi, orientati sia al mondo Educational che a quello Professional.
Diventato bestseller su Amazon in poche settimane, parla di accoglienza, emozioni, fiducia, sicurezza informatica e dell'importanza di un percorso _insieme_.
Capitolo per capitolo
“La Didattica a Distanza è Morta”, per intero
I nove capitoli così come li ho scritti nel 2020. Apri quello che ti incuriosisce.
01Prefazione
a cura di Paola Iacobini
Quando ho iniziato a leggere questo manoscritto avevo delle aspettative elevate, "semplicemente" perché ho la fortuna di conoscere Angelo Pagliara personalmente, e ho avuto modo di apprezzare le sue grandi qualità umane e professionali. Una persona di rara sensibilità e competenza nei vari ambiti in cui opera, di cui la formazione, la musica, l'informatica, sono solo alcuni.
Ma non immaginavo mi sarei imbattuta in un testo così prezioso.
Un testo veramente completo, che induce alla riflessione, a porsi le giuste domande, a fare un salto di paradigma. Un testo che invita a mantenere il focus su un aspetto fondamentale, senza mai perderlo di vista:
"LA PERSONA DEVE RESTARE AL CENTRO"
Ma non solo! È un testo pratico, che fornisce soluzioni concrete dopo aver condotto il lettore in un bellissimo viaggio tra riflessioni e preziose esperienze personali, che forniscono al tempo stesso chiavi di lettura e soluzioni.
Pensando al momento delicato che gli insegnanti stanno vivendo, non possiamo non considerare che "ognuno fa quello che può con gli strumenti che ha". Ma questo non vuol dire che dobbiamo accontentarci degli strumenti che abbiamo a disposizione, in particolare quando si tratta del futuro dei nostri ragazzi.
E poiché "non possiamo risolvere un problema con lo stesso livello di pensiero che lo ha generato" (A. Einstein) se vogliamo trovare soluzioni efficaci è fondamentale che facciamo quel salto, a quel livello superiore, che ci consenta di trovare una soluzione al di fuori di un paradigma mentale acquisito e consolidato, che immobilizza il pensiero fino a non farci vedere la soluzione.
In questo manoscritto preziosissimo, che ho amato dalla prima riga all'ultima, Angelo Pagliara ci permette di acquisire una prospettiva diversa e di porci proprio quelle domande che ribaltano il paradigma, accompagnandoci dolcemente verso quel cambio, tanto doloroso quanto necessario.
La prima tra tutte le domande: "siamo sicuri che l'obiettivo ultimo della didattica a distanza debba essere quello di portare a termine un programma"? O, forse, è quello di essere comete, di essere coloro che guidano, punti di riferimento, modelli d'eccellenza e fonti di ispirazione?
In fondo, "i ragazzi non sono vasi da riempire, ma fiaccole da accendere" e questo manoscritto si pone esattamente questo obiettivo: accompagnare chiunque abbia questo ruolo importantissimo, di docente, formatore o educatore, verso una nuova consapevolezza, fornendo loro le conoscenze e gli strumenti necessari.
E in questo scenario si configura il ruolo importantissimo delle emozioni, come veicolo fondamentale dell'apprendimento, su cui basare la didattica di vicinanza — che sia una vicinanza non necessariamente fisica, ma del cuore.
Se amate il vostro lavoro, se lo vivete come una missione e amate i ragazzi, mettendo in pratica i preziosi consigli di questo libro "potreste correre il rischio di diventare i loro Confidenti Preferiti; se vi saprete rapportare con loro naturalmente, diventerete i loro Referenti Autorevoli non solo nella vostra materia di insegnamento, ma nella loro vita."
Un libro che parla di accoglienza, di emozioni, di fiducia, di sicurezza, di energia, e dell'importanza di un percorso INSIEME, che ci fa comprendere l'importanza di vibrare alla stessa frequenza di chi ci ascolta.
Chiunque abbia a cuore il futuro dei ragazzi non può non leggerlo. Scritto con il cuore, è un manoscritto che parla al cuore!
02#LaScuolaNonSiFerma
Questo è stato il motto che ha dato forza e vigore a Dirigenti, Docenti, Studenti, Famiglie. La situazione che abbiamo vissuto in Italia — e nel resto del mondo — ci ha fatto fermare tutti e ci ha obbligato, forse finalmente, a riflettere.
Sicuramente il prezzo che stiamo pagando è troppo alto, ma a me piace analizzare sempre ogni cosa per cercare di tirare fuori il positivo da tutte le esperienze che la vita ci offre. Quest'esperienza ci sta offrendo una lezione di vita unica e irripetibile: ora è il momento di pensare e soprattutto di agire.
Se non mi conosci ancora permettimi di presentarmi brevemente: sono un Esperto Informatico, un Formatore ed un Musicista — connubio che mi ha orientato a consolidare una delle mie esperienze in qualità di Esperto in Tecniche Musicali per la Didattica Applicata alla Tecnologia 3.0, ampliando la mia esperienza verso la MusicoTerapia anche con ragazzi disabili.
Da oltre 20 anni ho il piacere di collaborare con molte scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado, con Università in presenza ed online, in qualità di Esperto Esterno, Formatore e Certificatore soprattutto nel settore Informatico, Sicurezza, Privacy, D.P.O.
Se stai leggendo questo libro e sei un Formatore, un Educatore, un Docente, hai tutta la mia stima e sono certo che sei già molto bravo in quello che fai. La nostra scuola oggi è divisa in due macro-gruppi: uno molto corposo che unisce il 95% degli addetti ai lavori, e uno più piccolo che la completa con il suo 5%.
Questo periodo ci ha messo spalle al muro e ci ha costretti ad affrontare una realtà che era dietro l'angolo da anni, anche se abbiamo fatto sempre finta di non vedere: era più comodo restare nella nostra "zona di comfort". Eppure abbiamo dovuto affrontare una sfida enorme, quella di addomesticare la nostra incompetenza tecnologica e digitale.
Dopo oltre 25 anni immerso in questo settore, ho ancora tantissimo da imparare, ed ogni giorno per me è sempre una nuova scoperta, un nuovo studio, un nuovo aggiornamento.
È troppo facile e semplice dire: "Da questo momento facciamo Formazione a Distanza". È un'opportunità stupenda, ma quel 95% di cui parlavo prima è rimasto traumatizzato solo all'idea di non sapere da dove cominciare. Bisognava mettersi al passo con le indicazioni del MIUR, dar conto del proprio operato ai Dirigenti, agli Studenti, alle Famiglie — ed è proprio in quel momento che si è aperta la voragine dell'"organizziamoci come meglio possiamo".
Abbiamo cominciato ad utilizzare piattaforme di e-Learning preconfezionate, piattaforme di Social Learning, classi virtuali, social e social-chat per comunicare ed assegnare compiti ai ragazzi, perché il programma didattico doveva andare avanti. "The show must go on."
To be continued…
03La Didattica a Distanza
Ma… cosa vuol dire "Didattica a Distanza"? Mi sono preso la briga di fare una ricerca online, e proprio su Wikipedia possiamo leggere: la formazione a distanza (FAD) è l'insieme delle attività didattiche svolte all'interno di un progetto educativo che prevede la non compresenza di docenti e discenti nello stesso luogo.
Tra i vantaggi della FAD: supera i limiti posti dall'assenza di un luogo fisico come l'aula tradizionale; riduce i costi complessivi; razionalizza l'intervento del docente distribuendo online documenti e materiali audiovisivi anche interattivi; permette una formazione parzialmente on-demand, utile a studenti lavoratori, anziani o ospedalizzati; è svincolata dal tempo, dallo spazio e dai luoghi di fruizione.
Se analizziamo tutte queste definizioni e le fasi di sviluppo della Didattica a Distanza, ci rendiamo conto che non è nata ieri, né il secolo scorso, ma addirittura nell'800. Già questo dovrebbe farci riflettere: quasi 200 anni fa esisteva l'esigenza di poter apprendere a distanza, dalla propria casa, senza frequentare gli ambienti accademici.
Un secondo elemento fondamentale, che diventa la chiave di lettura della buona Didattica a Distanza, è che in questa scelta formativa non esisteva e non esiste la necessità di avere la presenza del Docente anche solo in modo virtuale. La Didattica a Distanza non prevede la presenza contemporanea del Docente e del Discente, e dove questa dovesse essere prevista dovrebbe essere gestita in modalità "Uno ad Uno".
Allora io mi chiedo, e voglio chiedere a te: per quale motivo abbiamo voluto trasformare la Didattica a Distanza in una Video Chiamata di Gruppo continua? Se la Didattica a Distanza è nata con un paradigma preciso che nella sua semplicità funziona perfettamente da quasi 200 anni, per quale motivo dobbiamo stravolgere qualcosa di già consolidato?
Io ritengo e sostengo che l'errore più grande che abbiamo potuto commettere è proprio questo: il voler trasformare qualcosa in qualcos'altro che non potrà mai diventare.
To be continued…
04Come Gestisco le mie Lezioni?
Immagino che a questo punto ti starai chiedendo: bene, allora come posso fare lezione con i miei studenti senza essere in aula, senza essere presente fisicamente quando dovesse essere necessario?
Riprendiamo la definizione di Formazione a Distanza: l'insieme delle attività didattiche svolte all'interno di un progetto educativo che prevede la non compresenza di docenti e discenti nello stesso luogo, svincolata dal tempo, dallo spazio e dai luoghi di fruizione.
Cosa significa concretamente? Semplicemente che per erogare Formazione a Distanza non c'è alcuna necessità di farla in diretta. Possiamo organizzare dei "Progetti Educativi" per i nostri studenti, per le famiglie, per i colleghi docenti, con materiale didattico in Video, Audio, e-Book, da utilizzare in qualsiasi momento della giornata.
Non dobbiamo sottovalutare le risorse e le potenzialità dei nostri studenti, né la possibilità di responsabilizzarli tanto da farli diventare loro stessi i primi a voler approfondire gli argomenti che proponiamo. Dovremmo fare appello alla nostra fantasia e creatività per offrire un'esperienza diversa da quella in presenza, ma anche diversa da quella vissuta in questi mesi.
Una delle prime cose fondamentali da non sottovalutare è mantenere vivo il rapporto personale con ogni studente: sarà quell'esperienza particolare, fatta personalmente con ognuno di loro, a restare come ricordo vivo anche quando diventeranno adulti.
Come facciamo a mantenerlo vivo in una situazione di distanziamento fisico? Utilizziamo la videochiamata personalizzata con lo studente. Pianifichiamo una chiamata personale che non deve durare ore: bastano 15 minuti a testa, o anche meno, per avviare un rapporto personale che li porterà ad ascoltarci, a sentirsi presi in considerazione in una maniera assolutamente imprevista.
Avete costruito la vostra stanza virtuale, dentro la quale potrete dirvi tutto ciò che volete: studio, didattica, esperienze personali. Prendetevi la briga di appuntare ciò che vi siete detti e di rivederlo prima della prossima videochiamata personale. Potreste correre il rischio di diventare i loro "Confidenti Preferiti"; se vi saprete rapportare con loro naturalmente, diventerete i loro "Referenti Autorevoli" non solo nella vostra materia, ma nella loro vita.
Si possono anche prevedere momenti plenari di videochiamata, per confrontarsi su qualcosa di specifico, creando una sorta di video forum live attraverso il quale condividere spontaneamente le proprie esperienze.
To be continued…
05Lavoriamo con le Emozioni
Un'altra cosa da poter fare è registrare in modalità audio una lezione, e distribuirla ai ragazzi attraverso il nostro portale web dedicato. Potremmo suggerire ai nostri ragazzi una modalità nuova di studio: ascoltare in loop la nostra lezione.
Perché questa modalità? Il nostro cervello riesce a recepire e percepire anche in modo inconscio tutto quanto ascolta, vede e sente attraverso i nostri recettori principali — vista, udito, olfatto. Si stimolerebbe così una nuova modalità di apprendimento: Teaching and Learning by Listening — insegnare ed imparare semplicemente ascoltando.
La stessa tecnica si può adottare per i bimbi più piccoli, di scuola primaria: raccontare in modalità fiabesca la nostra lezione, inserendo oltre alla nostra voce un bel sottofondo musicale che accompagni i ragazzi a concentrarsi meglio. Anche qui si stimolerebbe in modo del tutto automatico ed inconscio il cervello dei nostri ragazzi: Teaching and Learning by Telling — insegnare ed imparare semplicemente raccontando.
I ragazzi non ricorderanno quella lezione di Storia della Seconda Guerra Mondiale o quella formula di matematica spiegata perfettamente; ricorderanno le sensazioni e le emozioni che hanno vissuto mentre studiavano quella materia. E più le sensazioni saranno positive e belle, più impareranno qualsiasi tipo di insegnamento che vorremo proporgli.
Anche fra trent'anni, quando ascolteranno quel pezzo musicale usato come sottofondo alla nostra lezione, tutto ritornerà vivo in loro, perché noi siamo fatti così: il nostro cervello, il nostro corpo, la nostra anima è fatta così.
To be continued…
06Siamo Sorvegliati... Siamo Spiati...
Ci siamo mai chiesti se davvero siamo spiati, sorvegliati, monitorati? Una cosa è certa: siamo tutti in connessione, ci piace esserlo, e più siamo connessi più siamo felici. Sicuramente siamo tutti social!
Quando svolgo i miei seminari in presenza, una delle prime cose che chiedo alla platea è: "Chi tra voi si sente Social?". La risposta non è mai unanime. Poi chiedo: quanti hanno un profilo Facebook, un account email, un profilo Instagram, Pinterest? E qui la lista diventa lunghissima: siamo davvero tutti social.
Mettiamo il caso che io avessi creato un'APP in grado di monitorare tutto ciò che facciamo durante la giornata, installata su un braccialetto elettronico — uno di quelli che indossa chi sconta pene detentive a domicilio — e vi chiedessi di indossarlo per potervi monitorare continuamente. Cosa mi rispondereste? Sono sicurissimo che mi considerereste uno squilibrato.
Bene, devo darti una notizia: io non ho creato alcun software né braccialetti elettronici, ma il nostro braccialetto elettronico lo indossiamo continuamente, non ne possiamo più fare a meno. Si chiama "Cellulare".
Attraverso il cellulare, avendo la possibilità di connetterci in qualsiasi momento, di essere sempre online e sempre rintracciabili, abbiamo dato il nostro consenso esplicito ad essere monitorati. Siamo un continuo sondaggio, siamo sempre controllati.
L'altra cosa fondamentale è prestare attenzione alla nostra privacy, e magari a quella dei nostri figli. Non sarà semplice, ma bisogna cominciare a farlo, sapendo come: conoscere ed utilizzare gli strumenti giusti è la strada da percorrere.
To be continued…
07La Saggezza Popolare
Fino alla metà del secolo scorso, quando si decideva di edificare un'abitazione all'interno di un paese, non si pensava solo alla propria costruzione ma anche all'accoglienza delle eventuali future costruzioni dei vicini di casa. Non c'era una regola scritta da osservare ma, nonostante tutto, si era aperti ad accogliere.
Dalle mie parti, prima del cemento, i materiali di costruzione erano naturali: i tufi e le pietre vive naturali. Con i primi si costruiva tutto, con le seconde si edificavano i trulli ed i muretti a secco — costruzioni ormai patrimonio dell'umanità.
Il tufo è una struttura malleabile, facile da lavorare. In fase di costruzione non aveva senso lasciare pezzi sporgenti: si potevano tagliare e portare a filo. I maestri, invece, arrivati al confine con la proprietà del vicino, lasciavano sporgere i tufi senza tagliarli, in modo che il vicino, edificando la propria casa, potesse "concatenarsi" a quella già costruita, diventando quasi un "tutt'uno": più costruzioni che si sostenevano a vicenda, abbracciandosi dalla nascita.
Forse questa interpretazione può sembrare troppo poetica, ma la sostanza è sempre la stessa: le due abitazioni si univano e si sostenevano a vicenda. Quell'apertura ed accoglienza era decisa da un Maestro Muratore che magari non aveva la nostra cultura scolastica, ma che nella sua semplicità applicava in modo naturale e spontaneo la predisposizione verso l'altro — ciò che molto spesso noi dimentichiamo di attivare nella nostra vita.
To be continued…
08La Musica al nostro Servizio
La musica con la giusta frequenza — 432 Hertz
La Sinfonia è un complesso armonico di suoni e voci. L'Armonia è la consonanza di voci o strumenti, la combinazione di accordi che produce un'impressione piacevole all'orecchio e all'animo.
A me piace pensare al corpo umano come ad uno spartito sul quale viene scritta la nostra sinfonia, di una perfezione armonica acquisita gratuitamente alla nascita. Ma la cosa fondamentale è che siamo noi gli unici a decidere che tipo di musica continuare a scrivere durante la nostra esistenza.
Può accadere che durante il concerto alcune note risultino stonate, che turbino il nostro cammino nella scrittura della partitura. Abbiamo bisogno, in quel momento, di trovare il giusto "Accordatore", il giusto "Direttore d'Orchestra" in grado di sistemare i nostri strumenti e riportare ordine alla nostra orchestra.
Da molti secoli studi dimostrano che il nostro corpo ha vibrazioni di base dai 7 agli 8 cicli al secondo in condizioni normali — ed è stato dimostrato che anche la terra ed il sistema nervoso di tutte le forme di vita sono sintonizzati su queste frequenze.
Un oggetto che vibra alla stessa frequenza di un altro simile nelle vicinanze — un diapason, per esempio — comincerà a vibrare autonomamente ripetendo lo stesso suono: è il fenomeno della "Vibrazione per Simpatia", che ricorda un poco quello dei "Neuroni Specchio".
To be continued…
09LOCKDOWN delle mie brame...
In pieno lockdown, parlando con mio nipote che faceva lezione in streaming con la classe, mi raccontava che qualcuno si era inserito nella classe manipolando il tutto con parolacce e segnacci di ogni genere. La docente, dopo aver minacciato denunce alla polizia postale, è stata costretta a chiudere la comunicazione e terminare la lezione.
Che tipo di approccio ci sarà per quei ragazzi e per quella docente, ogni volta in cui dovranno affrontare una nuova lezione in streaming? Siamo davvero convinti di essere al sicuro con gli strumenti che abbiamo utilizzato finora?
All'inizio abbiamo cominciato a parlare del mio progetto "Benessere Digitale — Digital Welfare". Ma ora voglio parlarti della mia idea di Soluzione Definitiva e Sicura.
Se stai leggendo questo libro, avrai già intuito che il successo nella tua attività di formatore non dipende solo dal fare bene il tuo mestiere. Dipende da fattori che, tipicamente, non controlli — o almeno, fino ad oggi non sei ancora riuscito a controllare come vorresti.
Il mio compito è accompagnarti in questa nuova visione, che mi piace chiamare "Didattica di Vicinanza". La rivelazione di oggi è che, per ottenere tutto questo, dobbiamo servirci anche della tecnologia digitale: proprio la tecnologia può essere il ponte di comunicazione migliore con i nostri ragazzi. Dobbiamo però essere all'altezza di quello che proponiamo.
To be continued…
